WHITE

BLUES

 

 

   5

 

 2

 

1Filosofo
2Ugo
3Giorgio
4Fulvio
5Ringhio
6Seba
7Daniele
8MarcoOcchipinti
9Ciro
10Parolo
11AndreaMister
12Quentin
13LucaQuentin
14Bolo
15Franceschino
16Alberto
17AndreaRino
18Boca.

1Rocco
2Lillo
3GiorgioMetal
4Rino
5Felipe
6AndreaMarini
7DavideFubles
8Antonio
9Claudio
10Leo
11Pietro
12Valentino
13Italo
14LucaPaia
15Hrubesch
16Francesco

 

 

 

 

 

 

              MARCATORI

1Bolo
1Quentin
1Ringhio
1Franceschino
1Alberto.

1Pietro
1Claudio

 

 

                 UOMO SKY

 

Fulvio  

Marco Occhi

Rocco
Pietro

 

 

                            LACAZETTE DI BAGGIO

Vorrei iniziare la cronaca della trentaduesima giornata del nostro campionato ringraziando per la presenza al campo Francesco, Daniele e Seba che pur infortunati hanno assistito a tutta la partita in panchina dimostrando attaccamento e passione. Per quanto riguarda la cronaca dell'incontro finito 5 a 2 per i Whites, il risultato è un po' bugiardo in quanto i Blues hanno avuto diverse occasioni non sfruttate a tu per tu con il Filosofo. Al gol iniziale di Bolo ha replicato Claudio e il primo tempo si è concluso sul 2 a 1 per I whites, solo per una bella rete di Quentin su assist di Bolo. Nel secondo tempo ai gol di Franceschino,Alberto e Ringhio ha risposto Pietro su assist molto bello di Lillo.

Il primo grande caldo ha condizionato le prestazioni della maggior parte dei giocatori..ma la partita è  stata combattuta ..nonostante le diverse assenze.. un grazie a tutti I 34 presenti. 👏👏

 

 

                                    

                                          PENSIERI E PAROLE

                   (a cura del presidente della R.S.A. del Baggio 2)

                          

                    

 

                                                  Il ciucchino e Francis a San siro

 

Altra genialata dell’organizzatore supremo per dare un po’ di vivacità al tutti contro tutti.

Reduce da uno dei tanti week end a Parigi decide di far diventare il Baggio 2 la Longchamp

di via forze armate.

Fa allestire un anello con le stesse dimensioni di quello del “Prix de l’Arc de triomphe” e sfida

I blues di Rino in una gara di 5 giri.

Ogni giro di anello equivale ad un goal e ovviamente i 3 punti vanno a chi si aggiudica più giri.

Il regolamento di che puoi utilizzare 4 purosangue, 3 cavalli da lavoro forti e abituati alla fatica, e
un vecchio cavallo bolso.

Il capitano white schiera i suoi 4: Quentin un purosangue della Camargue, Bolo Bolo il purosangue

Lacustre, Franceschino classico cavallo arabo piccolo veloce e imprendibile, Albe il purosangue di via

Freguglia e the last but not the list il bolso per eccellenza Ringhio.

I due cavalli da lavoro sono Fulvio e Luca transalpino.

Dall’altre parte Rino rispondeva a tono con 4  purosangue degni di nota il giovane puledro Italo, il baio della Sila Pietro , direttamente dall’ippodromo di San Siro l’Appaloosa Vale e l’andaluso dell’Etna Claudio.

Per il bolso ballottaggio fra Hrubesch e Lillo ma per non scontentar nessuno Rino ha convinto il capitano

ad accettare che partecipassero tutti e due.

Per i due cavalli da tiro Rino e Giorgio Metal.

Tutto è pronto suona la tromba e alla partenza si presentano Bolo Bolo e Giorgio Metal putroppo

non c’è stata storia, la forza non basta ci vuole velocità.

1 a 0 per i white

Seconda manche Claudio contro Fulvio e vale lo stesso discorso, Claudio arriva primo al traguardo.

1 a 1

Terza manche Franceschino contro Rino nonostante i calci del forzuto cavallo finisce

come era previsto 2 a 1 per i white.

quarta manche: Albe viene sorteggiato con Vale, sulla carta non ci sarebbe storia ma si sa che l’astuzia

spesso ha la meglio su tutto.

All’ultima curva prima del rettilineo Albe sfrutto il no del referendum così da poter fare due ruoli senza

problemi, si trasforma in mamba e si butta fra le zampe di Vale.

Ovviamente Albe sa che Vale appena vede qualcosa che assomiglia ad un biscione si commuove e per non schiacciarlo si ferma e Albe lo frega tagliando il traguardo per primo.

43a 1

Quinta manche: il sorteggio vede Pietro contro Luca, è stata dura ma Pietro la spunta al fotofinish

3 a 2.

Sesta manche: il purosangue della camargue se la vede con il giovane puledro Italo, viaggiano alla

pari fino al rettilineo finale ma poi Quentin allunga e vince 4 a2.

Ultima manche la più sentita, quella dei bolsi, l’organizzatore, vista l’età,  ha dato mezzo pomeriggio per

finire il giro.

Ringhio da una parte dall’altra l’asino Lillo e il mulo parlante della baviera Hrubesch.

Colpo di pistola ripetuto più volte perché oltre che rincoglioniti sono anche sordi, ma alla fine sono partiti.

Con una velocità impressionante il mulo Hrubesch dopo 32 minuti aveva già percorso 200 mt. Ed era in testa

Ma alla prima curva, dove era posizionato il furgone dello “zozzone” il miglior porchettaro di Ariccia, il mulo

devia e si catapulta nel bancone facendo razzia di tutto.

Dopo un testa a testa durato due ore finalmente Lillo prende il largo e si presenta tutto solo al traguardo

Non c’è nessuno basta varcare la linea anche camminando ed invece succede l’imprevisto, inciampa e cade per terra.

Ringhio è ancora dietro, c’è ancora tempo, ma l’asino Lillo sbaglia direzione e torna indietro , se ne accorge solo quando vede Ringhio che corre dalla parte opposta.

Si gira lo rincorre e a 2mt dal traguardo lo sta per superare ma inciampa ancora e finisce per travolgere Ringhio che grazie alla spinta finisce contro il palo del punteggio ma oltre il traguardo.

5 a 2.

A questo punto il Grand prix finisce con il capitano che festeggia sorseggiando champagne dalla coppa mentre i blues vanno a casa scornati anche perché avevano giocato una forte somma nonostante le quote

fossero tutte per i white.

La morale è che se sei un purosangue prima o poi riesci a vincere, un asino purtroppo anche contro

un vecchio cavallo bolso perderà sempre.

Quindi è meglio avere in squadra Ringhio che un asino o un mulo emule di Francis.

Per i più giovani, Francis era un vecchio telefilm dove un mulo parlava esattamente come Hrubesch in campo.

Alla fine un bel “Animali!!!!” questa volta calza a pennello.

 

Alla prossima