| | WHITE | BLUES |
| | 1 | 7 |
| | 1Filosofo | 1Rocco |
| | | |
| MARCATORI | |
| Tommy | 4Pietro |
| UOMO SKY | ||
| Peo Parolo | Pietro Teo |
LACAZETTE DI BAGGIO
(a cura dell’organizzatore Ughetto)
Primo giorno di primavera anche al Baggio 2 per la consueta sfida tra i Blues ed i Whites.. con tanti presenti e la visita molto apprezzata degli infortunati Francesco,Giorgino e Vitone.
La partita finita con la vittoria dei Blues ha vissuto due fasi ben distinte con un primo tempo terminato 0 a 0 in cui i whites hanno patito l'uscita anticipata di Seba per una distorsione che fortunatamente oggi non si è rivelata cosi grave come sembrava.
Il secondo tempo è iniziato con il vantaggio dei whites con un bel gol di Tommaso ma è stata solo un illusione fallace infatti i Blues ,piu giovani e piu reattivi hanno iniziato un vero assedio e l'ulteriore uscita di Ciro dal campo ha aperto falle ancora maggiori nella difesa whites della quale non hanno avuto pietà Pietro , autore di 4 reti, Teo,con una doppietta, e Vale autore di un bel gol.
Il risultato finale di 7 a 1 é ampio e non ammette discussioni anche se senza le 3 uscite nei whites probabilmente ci sarebbe stato piu equilibrio.
Daniele allunga ancora in classifica e porta il suo vantaggio a piu 9.
Da segnalare che Gerardo non ha concesso i soliti 10 minuti di recupero e questo potrebbe inficiare il risultato finale😂😂.
Un grazie a tutti i 34 presenti. 👏👏
| PENSIERI E PAROLE (a cura del presidente della R.S.A. del Baggio 2) |
La maledizione di Romolo e Rino
La storia di Roma bene o male l’abbiamo studiata tutti e sappiamo bene come
è andata a finire fra Romolo e Remo.
Romolo uccise Remo dopo l’invasione di quest’ultimo nei confini tracciati
con l’aratro.
Romolo divenne re di Roma e dal palatino comandava tutto quello che
Si trovava nel cerchio dei 7 colli
Ma la storia dell’universo parallelo del pianeta folbal non andò proprio
così.
I due gemelli si chiamavano, Ughettolo e Rino e dopo varie dispute, Ughettolo
prese il potere ma essendo meno vendicativo e sanguinario, non uccise Rino ma si limitò a scacciarlo nelle paludi pontine.
Da una parte la dorata esistenza di Ughettolo che dal Palatino comandava gli altri
sei colli, dall’altra Rino che si barcamenava fra combattimenti contro i barbari del Gratosoglio e punture di zanzare.
La disputa iniziale, come Roma, fu per il confine che Ughettolo aveva imposto a tutti,
con un aratro aveva delimitato tutta l’area di rigore e come guardiano, in porta,
aveva messo un filosofo.
Il messaggio era chiaro: chiunque avesse oltrepassato la linea avrebbe trovato la morte (sportiva).
Molti ci lasciarono le penne, solo Rino scampò alla morte ma non all’esilio.
Da una parte, con il venticello del ponentino alle spalle, Ughettolo sdraiato su un triclinio festeggiava le vittorie assieme ai suoi senatori ovviamente tutti vestiti con tuniche bianche.
Giovani ancelle riempivano le coppe dorate con vino dei castelli e servivano vassoi
con ricche e abbondanti libagioni.
Rino, nella sua capanna di paglia e sterco, meditava da tempo una feroce vendetta.
Si recò al tempio del Dio Po… e in ginocchio pregò la divinità di aiutarlo chiedendo
anche di dare un segno divino.
Dopo pochi secondi dal bosco uscì Gerardus, un faunus arbitrandi vestito di nero,
che gli lanciò contro un cartellino rosso con le istruzioni del Dio P.
Rino leggi e taci:
“Ughettolo sabato mattina sarà più vulnerabile del solito perché colpirò il suo
gladiatore della difesa Sebastianus, il suo centurione Cirus e annebbierò la vista
della sua guardia del corpo Giorgium metallorum.
Ho fatto sostituire il gatorade con il “somnolentus bibere” una bevanda calmante che rallenterà tutti gli altri.
Il nome in codice dell’operazione è: “ Se veniamo di lì vi facciamo un colle così”
che vuo dire che gli piazzerai un goal per ogni colle di Baggio che sono 7 come quelli di Roma.
Rino, memore del suo passato, sa bene di essere stato allattato da una lupa ma conspevole anche che nel mondo latino “lupa” era Il gergo per chiamare le prostitute.
Crea una una piccola legione chiamata “figli di lupissima” e parte all’attacco di
Baggio.
Caio Pietro, noto combattente della Sila, spazza via l’Aventino, il Celio, l’Esquilino e
il Viminale.
Il Campidoglio e il Quirinale vengono spianati da “Teo il barbareo” mentre la soddisfazione di radere al suolo il Palatino, casa di Ughettolo , viene lasciata a
Valentinus il legionario della curva nord.
Rino per un giorno è re di Baggio!!
I figli di lupissima lanciando in aria il mantello blu Intonano un canto dissacratorio
“ Ughettolo sette sono i colli, sette sono i re ma queste sette pere sono tutte per te”.
Questa volta Ughettolo deve masticare amaro, e tanto per rimanere in tema, per
togliersi il saporaccio della sconfitta, si è dovuto bere una “seven up”.
Ma come al solito nessun canti vittoria perchè Ughettolo se è re di Baggio, un perchè ci sarà e putroppo per i blues non finisce qui.
Concludendo come direbbero i latini “inter duos litigantes tertius fruitur”
Danilus Celer allunga e se ne va.
Alla prossima